Just Spirulina. La malnutrizione si combatte a scuola

Una ONG israeliana ha scelto gli alleati migliori per diffondere le buone idee: i giovani e la loro voglia di fare rete. Nelle scuole, infatti, insegna un modo molto semplice di coltivare la spirulina e ne incoraggia la diffusione in altri istituti. Compresi Sudafrica e Ruanda.

L’entusiasmo dei giovani può essere un carburante potentissimo per diffondere la sostenibilità. E l’ONG Just Spirulina, per arrivare più lontano, ha tutta l’intenzione di usare questa benzina così potente.
Il progetto dell’associazione israeliana, come ricorda chiaramente il nome, vuole diffondere il consumo della spirulina in età scolare. La spirulina è un’alga che, per le sue alte capacità nutritive, costituisce uno speciale superfood. E quindi può essere una buona soluzione contro la malnutrizione nei Paesi in via di sviluppo, ma anche un buon aiuto nutritivo nei Paesi ricchi. Abbiamo chiesto ai fondatori, Ze’ev Dgani e Maya Savir, di illustrare il proprio progetto.

Di che cosa si tratta?
L’idea è offrire un nuovo approccio, un approccio rivoluzionario per combattere la malnutrizione: i ragazzi delle scuole superiori imparano a coltivare e consumare spirulina, un superfood naturale. Dopodiché, estendono questa conoscenza ad altri studenti in altre scuole. Insegnano loro come coltivare la spirulina, così che possano usarla e consumarla, migliorare la propria salute e mostrarlo ad altri studenti. E l’idea è di un cambiamento internazionale che coniuga nutrizione e solidarietà, che può raggiungere quanti più giovani e comunità possibili. Il punto chiave, infatti, è che la diffusione di questo metodo è in mano a ragazzi di scuola superiore che vogliono cambiare il mondo.
In quale Paese operate?
In Israele. Abbiamo iniziato a Tel Aviv in una scuola superiore e il progetto è già partito anche in Sud Africa e in Ruanda.
Abbiamo coinvolto cinque scuole in Israele, altre cinque nell’area di Città del Capo. In Ruanda abbiamo un centro di sanitario e cinque scuole con un programma che prevede di somministrarla ai ragazzi per pranzo, all’interno del pasto.
È difficile coltivare la spirulina?
Abbiamo ideato un sistema molto semplice da imparare. La spirulina richiede acqua, sole, fertilizzanti. E qualcuno che se ne prenda cura. Ecco perché il nostro modello si fonda sul coinvolgimento della comunità. Serve che a scuola ci sia un luogo dove coltivarla, raccoglierla e darla ai ragazzi per pranzo nella mensa scolastica.
E ai ragazzi piace?
È un falso problema, perché la spirulina fresca non ha sapore né odore. In secondo luogo, ne basta una piccolissima quantità: un cucchiaino da tè, pochi grammi. E poi la si può mescolare con quello che si mangia o si beve: la si può aggiungere all’acqua o a un succo, ma si può metterla anche in un panino, oppure mischiarla con il riso: la si può assumere con tutto.
Perché pensate che la spirulina sia il cibo del futuro?
Beh, innanzitutto è utile ricordare che non siamo solo noi a pensarlo: tutte le agenzie internazionali lo sostengono. Noi possiamo fare la differenza perché stiamo cercando di diffondere un metodo molto semplice per coltivare la spirulina, talmente semplice che lo attuano i ragazzi a scuola. Le scuole sono sempre connesse: così siamo riusciti ad abbattere le barriere che impedivano alla spirulina di raggiungere un buon numero di persone malnutrite.
Da dove traete i vostri fondi?
Siamo una ONG, quindi viviamo di donazioni. Però abbiamo appena terminato una campagna di crowdfunding di successo in Israele con la piattaforma Headstart. Nei Paesi dove siamo presenti, lavoriamo rafforzando i legami con le ONG locali così da poter unire le forze.

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